Jorge Rodríguez

Come lavoro

I miei principi di ingegneria

Oltre tre decenni di esperienza hanno dato forma a una metodologia chiara: progettazione guidata dallo scopo, architettura pulita e qualità sostenibile. Sono i principi che guidano ogni riga di codice che scrivo.

Esplora i miei progetti pubblici

Per accordi di riservatezza non posso condividere il codice della maggior parte dei miei progetti in produzione. Ti invito però a esplorare i miei repository pubblici, dove condivido strumenti open source, esperimenti e contributi alla comunità di sviluppo.

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Il mio decalogo di ingegneria

01

Prima lo scopo e il dominio, non la tecnologia

Prima di scrivere una sola riga definisco che cosa significa successo — obiettivi di business, rischi, utenti, metriche — e lo traduco in linguaggio di dominio: concetti, invarianti, processi, eccezioni e regole. Per domini complessi applico il DDD, così il modello diventa uno strumento di comunicazione e di decisione, non un diagramma decorativo.

02

La UX come sistema: chiarezza, coerenza, zero attrito

La UX non serve a fare le cose belle: serve a ridurre il carico cognitivo, anticipare gli errori, guidare le decisioni e aiutare le persone ad andare avanti con sicurezza. Progetto flussi, stati, stati vuoti, permessi, latenze, errori e percorsi felici con lo stesso rigore di un'API. L'esperienza deve essere prevedibile, accessibile e coerente su tutte le schermate.

03

La UI come prodotto modulare: Atomic Design + Design System

L'interfaccia si costruisce come un sistema: componenti riutilizzabili, token, varianti, stati e composizione gerarchica. Con l'Atomic Design mantengo ordine, scalabilità e coerenza visiva e funzionale (atomi → molecole → organismi → template → pagine). Questo riduce il costo del cambiamento ed evita una UI a spaghetti.

04

Architettura a livelli con confini chiari

Separare le responsabilità non è dogma: è velocità sostenibile. Definisco confini (dominio, applicazione, infrastruttura, presentazione), contratti stabili e dipendenze corrette. Quando ha senso applico l'architettura esagonale per disaccoppiare il nucleo da database, messaggistica, provider esterni e framework, così i pezzi possono cambiare senza riscrivere il sistema.

05

SOLID e pattern… con giudizio pragmatico

Uso principi come SOLID e pattern (Repository, Strategy, Factory, Adapter, Facade, CQRS quando serve) per governare la complessità reale: testabilità, estensione sicura, riduzione dell'accoppiamento e comprensione del codice. I pattern sono strumenti; l'obiettivo è che il sistema sia leggibile, prevedibile e facile da far evolvere.

06

Sicurezza fin dalla progettazione: dal modello al deployment

La sicurezza non si aggiunge alla fine. La tratto come requisito architetturale: autenticazione, autorizzazione, isolamento, tracciabilità, cifratura, gestione dei segreti, rate limiting, hardening e validazione ai confini. Mi appoggio a standard e checklist per non lasciare vuoti: per esempio i controlli in stile ASVS e l'approccio Secure-by-Design di OWASP.

07

La performance come funzionalità: latenza, costo e scalabilità misurabili

Non ottimizzo a intuito: misuro, profilo e misuro di nuovo. Progetto pensando a prestazioni estreme quando serve: caching, code e elaborazione asincrona, paginazione vera, backpressure, uso corretto degli indici, minimizzazione dei payload e strategie di consistenza. L'obiettivo: esperienza fluida, stabilità e costo controllato sotto carico.

08

Stato e complessità governati: semplicità operativa

Nel frontend e nel backend modello lo stato in modo esplicito, senza nasconderlo negli effetti collaterali. Distinguo stato locale e stato applicativo, definisco le fonti di verità e uso le Facade per isolare i framework e impedire alla UI di conoscere dettagli interni. Risultato: meno bug fantasma, più prevedibilità, refactoring meno costosi.

09

Qualità industriale: test, osservabilità, documentazione viva

Sulla qualità non si tratta: si automatizza. Applico la piramide dei test (unitari, di integrazione, E2E quando ha valore), contratti stabili, linter, CI e una definition of done reale. In più includo l'osservabilità: log utili, metriche, tracce, correlazione e alert. E documento il minimo essenziale, ma sempre azionabile e manutenibile: ADR, diagrammi, README operativi, guide di deployment e runbook.

10

Consegna incrementale e gestione del cambiamento: valore continuo, rischio minimo

Costruisco in verticale: piccoli pezzi completi che arrivano in produzione con fiducia. Lavoro con cadenza, feedback e adattamento, in linea con i principi Scrum: iterazione, ispezione e adattamento per controllare il rischio e massimizzare il valore. L'architettura accompagna la roadmap ed evolve senza bloccare il team.

Parliamo del tuo progetto

Mi piacerebbe conoscere il tuo progetto ed esplorare insieme come posso aiutarti a realizzarlo con la qualità e la professionalità che merita.

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